Ciao a tutte e tutti,
vi informiamo che la prossima riunione delle organizzazioni aderenti del comitato sardo “Stop Opg” è fissata per Giovedì 9 Febbraio alle ore 17:00 presso la sede dell’Asarp in in Via Romagna c/o Cittadella della Salute pad. E.
All’ordine del giorno:
1) l’organizzazione di eventi di festa e raccolta fondi per sostenere le spese legali e organizzative del comitato con arte, musica e momenti di confronto e informazione;
2) L’organizzazione della conferenza che darà l’avvio in Sardegna della campagna nazionale “un volto, un nome” rivolta a chi ha il dovere di organizzare la presa in carico dei cittadini internati negli ospedali psichiatrici giudiziari: la Regione Sardegna, le ASL e quindi i DSM e i Comuni. Abbiamo ipotizzato la data di Venerdì 27 Aprile. Alla conferenza parteciperanno alcuni importanti esponenti nazionali da cui abbiamo gia ricevuto conferma.
3) Una discussione sulla riunione nazionale del Comitato “Stop Opg” tenutasi a Roma il 26 gennaio alla quale abbiamo partecipato e comunicato tutte le organizzazioni che compongono “Stop Opg Sardegna”.
Vista l’importanza dell’ordine del giorno vi chiediamo di garantire la vostra partecipazione.
per il comitato sardo
Gisella Trincas
Roberto Loddo
stopopgsardegna@gmail.com
http://stopopgsardegna.com/
cellulare: 33316164008
Organizzazioni aderenti al Comitato sardo Stop Opg: Associazione Sarda per l’Attuazione della Riforma Psichiatrica, Associazione “5 Novembre”, Forum Sardo Salute Mentale, Cgil Sarda, SOS Sanità Sardegna, Assemblea Territoriale di Cittadinanza Attiva, Tribunale per i diritti del Malato Sede di Cagliari, Associazione Culturale “Art Meeting”, Cooperativa Sociale “I Girasoli”, Cooperativa Sociale “Asarp Uno”, Arci Sardegna, Rivista di cultura poetica “Coloris de Limbas”, SPI CGIL Sardegna, Cooperativa Sociale “Il Giardino di Clara”, Cooperativa Sociale “Giardino Aperto”, Comunità Casamatta, Associazione “Articolo 21″, Conferenza Volontariato Giustizia della Sardegna, AUSER. Rivista “Sociale e Salute”, Associazione “Progrè” Comitato “A Casa mia”, Comitato “Verità e Giustizia per Giuseppe Casu”, USB Unione Sindacale di Base, ABC Associazione Bambini Celebrolesi, Asecon Ong, Sviluppo e Territorio – Società Cooperativa Sociale arl di tibo B, ASCE Associazione Sarda Contro l’Emarginazione. Unione Culturale Islamica (Senegal) in Sardegna, Il Manifesto Sardo, Associazione “Casa Museo di Antonio Gramsci” – Onlus.
il report della riunione nazionale del Comitato “Stop Opg”.
http://www.stopopg.it/system/files/Report%20stopopg%2026%20genn12.pdf
Emendamento sugli OPG nel Decreto “emergenza carceri”:
iniziativa di stopOPG su Governo, Parlamento, Conferenza delle Regioni.
http://www.stopopg.it/node/244
Comunicato stampa comitato StopOPG su approvazione Senato emendamento OPG
http://www.stopopg.it/node/241
Riflessione pubblicata su “Il Manifesto Sardo”
http://www.manifestosardo.org/?p=12258






tano molti lati poco chiari. Le organizzazioni aderenti al comitato sardo “Stop Opg” convocano una Conferenza Stampa-Dibattito Pubblico per spiegare le ragioni della mobilitazione a sostegno della liberazione di Abdou Lahat Diop e le azioni che si intende intraprendere.


fondato di pericolosità, che però è venuta meno senza contestuale revoca delle misure restrittive. Per tutti questi soggetti si configura una vera e propria sospensione di diritti costituzionali (alla libertà, alla salute). Peraltro, la Corte Costituzionale nel 2003 ha emesso una sentenza (la n. 253) che dichiara l’illegittimità costituzionale della parte dell’articolo 222 del Codice Penale che «non consente al giudice [...] di adottare, in luogo del ricovero in ospedale psichiatrico giudiziario, una diversa misura di sicurezza, prevista dalla legge, idonea ad assicurare adeguate cure dell’infermo di mente e a far fronte alla sua pericolosità sociale». Ad analoghe conclusioni è giunta la sentenza n. 367 del 2004. Ma i cittadini con disturbi mentali e che hanno commesso un reato continuano ad essere gestiti come un problema di ordine pubblico e gli OPG continuano ad essere amministrati dal Ministero di Grazia e Giustizia, invece che da quello della Salute. Con il risultato che il disturbo mentale spesso si accentua e la dimissione dall’OPG diventa sempre più complicata. Per gli internati sardi il disagio è ancora maggiore a causa dell’insularità, con i familiari costretti a viaggi lunghi e dispendiosi per raggiungere gli OPG del continente. Nel convegno sono stati presentati anche alcuni video sul tema della sofferenza mentale e della reclusione. Di straordinaria efficacia la frase di un detenuto “Che culo, quando si muore, si muore soli”. La morte, evento drammatico che difficilmente si aspira a vivere da soli, per quel detenuto diventa la speranza di un luogo nel quale finalmente entrare da solo, abbandonando una cella sovraffollata, nella quale nessuno può neppure sognare un proprio spazio esclusivo, nella quale la parola privacy è sconosciuta. 
